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Si è spento Ray
Charles. L'interprete di «Georgia on My Mind», la grande
leggenda del blues è morto a Los Angeles; aveva 73 anni.
Lo ha annunciato il portavoce Jerry Digney. Ray Charles
è un simbolo del sogno americano.
Nato povero a Albany, in Georgia, e rimasto orfano a 15
anni, da adulto diviene miliardario.
Raggiunge il successo superando la tragedia della cecità
che lo avevo colpito a 7 anni. Aveva imparato il
braille, scoperto la matematica, intuito la correlazione
tra matematica e musica. Cantante di grandissimo
spessore e superbo pianista, è stato un vero e proprio
pioniere della rivoluzione "black" anni Cinquanta,
attraversando rythm&blues, gospel, blues, jazz e perfino
country. E proprio l'industria del disco ne decreta il
trionfo premiandolo con 12 Grammy, nove dei quali tra
1960 e 1966.
La sua ultima apparizione in pubblico risale al 30
aprile accanto a Clint Eastwood: la città di Los Angeles
aveva dichiarato monumento nazionale gli studi del
cantante costruiti 40 anni fa nel centro della
metropoli.
"Sono nato con la musica dentro di me. È la sola cosa
che conosco», aveva scritto nella sua autobriografia "Brother
Ray" del 1978.
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